Un cavaliere di nome Uberto, figlio del duca della Guienne (657-727?) non sapeva certo che sarebbe diventato santo quando gli fece visita un cervo che portava una croce tra le corna, rimproverandolo di cacciare nel giorno della morte di Cristo. Questo incontro permise la conversione Uberto che divenne monaco e fondò l’Abazia delle Ardenne. Uberto mantenne la passione per i segugi, utili amici di caccia e da qui nacque l’allevamento dei segugi di Saint Hubert che proseguì, attraverso i monaci, anche dopo la sua morte. Questi segugi, come narrano le cronache, si riconoscevano per "le labbra lunghe e larghe, molto pendenti, ed orecchie pendenti fino a coprire la mascella".

Nel corso del tempo, alle battute di caccia, i cani dalle lunghe orecchie correvano meno velocemente e le prede inseguite rallentavano la fuga: questo tempo, permetteva ai cacciatori di caricare e maneggiare i pesanti archibugi. Inoltre i Basset erano, grazie alla loro ridotta altezza, eccezionali nel penetrare il sottobosco, stanando la selvaggina.
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Standard n.163, Gruppo VI, Segugi.
Razza n. 256 Origine: Gran Bretagna.
Aspetto generale: Segugio basso sugli arti, di considerevole sostanza, ben proporzionato, distinto. E' desiderabile una certa quantità di pelle lassa.
Caratterisiche: Cane tenace, di grande lignaggio, che caccia con l'odorato, possiede l'istinto della muta, voce profonda e melodiosa, dotato di grande resistenza alla caccia.
Temperamento: Placido, mai aggressivo o timoroso, affettuoso.
Testa e cranio: Cranio convesso; lo stop è moderatamente marcato e la cresta occipitale ben marcata. Di larghezza media alla fronte, la testa si assottiglia leggermente verso il muso. Il muso è asciutto ma non conico. La canna nasale è pressoché parallela alla linea superiore del cranio e non è molto più lunga del cranio dallo stop all'occipite. Possono esserci pieghe, in quantità moderata, sulla fronte e vicino agli occhi.
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